satyra

dalla parte di una trottola sedentaria
sabato, 30 giugno 2007

Helpless

Ho un profondo rispetto per gli album di cover. E una curiosità ancora più spinta. Se poi lo fa Patti Smith, c'è solo da fermarsi ad ascoltare. La sua anima, ancora più della musica.

Dentro c'è tutta la storia del rock (Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan, Hendrix, Jefferson Airplane, Paul Simon, Nirvana), un po' d'altro, e una sorpresa come i Tears for Fears. Qualche canzone è rispettosa, altre coraggiose, altre almeno degne dell'originale.

Tra le parole più belle, quelle chieste in prestito a Neil Young. 

There is a town in north Ontario,
With dream comfort memory to spare,
And in my mind
I still need a place to go,
All my changes were there.

Blue, blue windows behind the stars,
Yellow moon on the rise,
Big birds flying across the sky,
Throwing shadows on our eyes.
Leave us
Helpless, helpless, helpless

Baby can you hear me now?
The chains are locked
and tied across the door,
Baby, sing with me somehow.

Blue, blue windows behind the stars,
Yellow moon on the rise,
Big birds flying across the sky,
Throwing shadows on our eyes.
Leave us
Helpless, helpless, helpless.

postato da eric7 alle ore 22:09 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: in viaggio


domenica, 03 giugno 2007

Poco credibile manuale di sopravvivenza

"Ho uno zaino di viveri e domande. Interrogherò la luna attesa".

Scrivevo così, l'altra notte, non compreso. Mi aspetta un cammino da compiere, in perfetta solitudine. Una solitudine provocata in modo inconsapevole, incosciente, presuntuoso, mettendo l'amore in tasca (o sotto i piedi). Qualche mano solidale mi accompagnerà. Dovrò accettarla. Anche se sarà diversa da quella lontana e vivifica, ma ormai fredda e ritratta, che ho punito e poi rifiutato.

Dunque, in perfetta e inevitabilmente solitudine, mi sono infilato in questa domenica di piombo in una Feltrinelli romana. Scoprendo, scaffale dopo scaffale, che quella mano del passato era ancora lì con me. Un giorno saprò se era condanna o redenzione.

Entro senza grosse idee, ma con un paio di acquisti in testa. Ne uscirò con 215 euro in meno sul conto in banca. "Mi sono fatto prendere la mano", dico sorridendo alla signora alla cassa. Che, al termine del conteggio, accenna: "Il totale è...", la fermo. "Non aggiunga altro!", e le porgo il bancomat. Ma è troppo tardi. Dietro di me, intanto, si è creata una fila natalizia.

Prima puntata, allo sport. C'è da pensare, innanzitutto, alla cura di Achegiocogiochiamo. Un gesto che debbo alla scrittura che cura l'anima. Trovo immediatamente Come il calcio spiega il mondo, di Franklin Foer, arrivato in Italia tre anni dopo l'uscita. Un reportage tragico, divertente e ironico di passatempo che è diventato uno specchio della globalizzazione.

Mi passano fra le mani belle storie su allenatori ebrei e nazismo, sul nazismo e il capitano della nazionale austriaca degli anni '30. Rinvio l'appuntamento. Al momento avevo ancora un occhio al budget. Illuso. Tocca a Un manicomio tra i pali, di Luigi Guelpa. Storia di portieri. Dal mito degli anni '70 Jan Jongbloed al messicano Jorge Campos, che a tempo perso faceva l'attaccante, una selezione di folli numeri uno.

Già che ci sono, arpiono un libello presente in grande abbondanza: Contropiede, di Daniele Camilli. Quadernino sul rapporto fra gioco a uomo e a zona e i sistemi produttivi del '900. Una mia vecchia fissa. E anche del mio cuginone ex comunista, che con l'autore condivide - in senso lato - il datore di lavoro. Casualmente, e indirettamente, per lo stesso motivo, il legame arriva fino alla mano del passato di cui parlavo poc'anzi.

Soddisfatto, mi attende la Letteratura. Conosco l'editore, ricordo precisamente la copertura di cielo verde. Tocca a Saramago. Quella mano me lo porse insieme al suo cuore. Nel libro c'era lei. C'erano tutte le domande e le risposte. C'era la chiave di una vita. Io l'ho letto. L'ho messo in libreria. A volte sono tornato a sfogliarlo. Ma i libri della vita si leggono e si rileggono più volte. Io, invece, l'ho restituito molti mesi fa, prima che tutto precipitasse. L'ho fatto per amore: pensavo fosse giusto che tornasse a essere custodito dalla proprietaria. Invece è stata la presunzione di sapere tutto di lei. C'era un motivo, se non mi era mai stato richiesto.

Scendo al reparto musica. Mi servono gli Afterhours. Secondo di due dvd che raccolgono i concerti e tutti i video della carriera. Questo parte dal 1997. Da quando li ho conosciuti. Sono stati il miglior sollievo e la migliore compagnia. Ho avuto occasione per dirglielo, un giorno, in un'altra Feltrinelli. Agli After sono naturalmente legati a quella mano amorevole. Un concerto in un bosco, che sembrava rubato a una favola, e una dichiarazione d'amore. Qualche mese prima, un'altro concerto in cui il guizzo di uno sguardo mi fece innamorare. Ogni loro disco mi ha sempre dato una risposta. Eccetto l'ultimo, uscito da due anni. Comincio a capirlo solo da pochi giorni.
 
Inizia il giro fra le offerte. Tocca ai Napalm Death
, gli ultimi due album. I ND sono in pista da 20 anni. Sono partiti da un punk metallaro, che si è scurito e appesantito nel corso del tempo, mentre la voce gorgogliante si è rallentava progressivamente. Grazie a testi attenti alla politica e alla società, non è precisamente il vostro caricaturale gruppo metal di fiducia. I Napalm Death mi ricordano il concerto che non ho visto, lo scorso anno al Forte Prenestino. Scelsi la semifinale mondiale tra Francia e Portogallo. Ricordo esattamente dov'ero. Ero un uomo felice.

Tocca a Johnny Cash. Cliccare qui, per sapere cosa ne penso. Con Solitary man, completo il recupero della sua più recente discografia, roba da pelle d'oca.

Faccio un salto fra gli italiani. Un disco inseguito per mesi, ma malissimo distribuito. E' un regalo. Chissà se potrò mai donarlo.

Poi gli Who. Who's next. Non credo di dover aggiungere altro. Bisogna averlo, e basta. Consumata la versione in vinile di mio padre, punto su quella intermedia, con 16 canzoni. Più avanti scopro che c'è anche quella de luxe a prezzo pieno. La certezza di controllare il budget mi frena. Illuso.

A prezzo scontato, trovo anche Amputechture dei Mars Volta, uno dei due migliori gruppi rock del mondo. E' l'ultimo album. Il meno sorprendente, ma il più maturo. Alla donna dalla mano amorevole, piacevano tanto, con la loro imprevedibilità quasi schizoide, l'abbondante progressività, l'anima zepeliniana, la fantasia latina. Io preferisco i Tool (l'altro miglior gruppo), parimenti progressivi, ma più pesanti, meno inqiuetanti. Almeno per me.

Acchiappo anche l'ultimo dei Verdena, Requiem: 13 euro per un album che ha due mesi di vita. I tre ragazzini bergamaschi hanno una maturità mostruosa, onestamente debitori di Nirvana e Motorpsycho, due dei miei riferimenti di questi ultimi 15 anni. Giovedì suonano a Roma. Vorrei prendere quella mano, per invitarla.

E, visto che lo shopping prende la forma dell'autonalisi vagamente masochista, arrivo a Vinicio Capossela. Un gigante folle al quale non mi sono mai avvicinato, timoroso. Però "Ovunque proteggi" è il capolavoro dei suoi capolavori. La canzone omonima, poi, ti solleva lentamente ogni centrimetro quadrato di pelle. Indovinate chi devo ringraziare per averlo ascoltato, e ballato? Eravamo insieme ad ascoltarlo, in una libera intervista con Gino Castaldo ed Ernesto Assante all'Auditorium. L'ultima uscita serale insieme.

Cerco gli ultimi dischi di Morrissey, Mudhoney e Motorpsycho. Ma sono a prezzo pieno. Dentro, a vari livelli, c'è un pezzo della mia vita. Che ho offerti in condivisione, credo con interesse.

Per fortuna, di Morrissey abbiamo un accessibile estratto dal concerto a Earls Court del 2004. C'è tutto il meglio di oltre vent'anni, fra gli Smiths e la carriera solista. Manca l'ultimo album. Quello, lo porto nelle emozioni che ti rendono felice per sempre: il concerto a Ostia Antica nel 2006. Morrissey è stato il cugino maggiore dell'adolescenza. Quello che sapeva sempre come ti sentivo, languido, deluso, ferito, arrabbiato, perennemente in cerca d'amore. Certo, in cambio, mi ha lasciato anche tanta malinconia. Tutto sommato ci posso stare.

Spulciato ogni cd degli scaffali offerta, vado al rock. Chiudo la discografia di Bruce Springsteen con Lucky Town. Il disco più orribile della discografia del Boss, insieme a Human touch. Però dovevo farlo, anche se non lo ascolterò mai. Attendevo da 15 anni che arrivasse a un costo risibile. Posso dire che, a 6 euro, ora il prezzo è giusto. Springsteen è stato lo zio dell'adolescenza. Poi, ogni tanto sono andato a trovarlo da grande. Mi ha sempre accolto, in concerto o su disco, con le sue storie di dolore dignitoso, riscatto e tanto rock.

Copertina arancione, un pochino fluorescente, e prezzo stracciato, Senza pensarci sopra, butto nella sporta ormai slabbrata dal peso di musica e libri, anche Streetcore, l'album di Joe Strummer, uscito a ridosso della sua prematura dipartita. Mi piacevano i Clash, non ho seguito la carriera solista di Strummer, però, prima di andarsene, ha lasciato una canzone in cui rifugiarsi in cerca di calore: la cover di Redemption Song, di Bob Marley, insieme a Johnny Cash. Siccome non voglio annoiare quei pochi che mi leggono, invito a cliccare qui per conoscere le mie emozioni. 

Infine la seconda copia del disco degli Ardecore. Una rilettura esaltante della secolare tradizione romana, realizzato dal gruppo jazz degli Zu, da un cantante blues e dalla chitarra di Geoff Farina, dei Karate. La prima copia sarà per sempre in mani sicure. E' la scoperta che si può essere orgogliosi delle radici culturali (se recuperate con amore e cultura) della propria città, è il ricordo di una vacanza da sogni. Per i luoghi, l'orgoglio del mezzo che ci ha portati lì, per il meravigliato sguardo condiviso sulla natura. Per una ferita lasciata a marcire troppo a lungo. Dal libretto del loro cd, ho scelto il tatuaggio che prima o poi farò (Amor-Dolor).

Se è vero che dal passato si conosce il presente, e si costruisce il futuro, forse ho mosso il primo passo. Intanto, per uscire dal passato, ho prima scelto di sprofondarci. 

postato da eric7 alle ore 21:36 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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