"La ricerca della felicità...". La prende da lontano, mentre chiude la macchinetta del caffè. La ricerca della felicità, nelle proprie attitudini, nell'istinto, in ciò che ti piace fare, nel coraggio, nelle radici del passato, dove un giorno tutto si è divaricato.
Quando il Professore si mette anche lui al tavolo della sua casa di Santa Monica, a bere il caffè con me e mio cugino, so che è arrivato uno dei momenti simbolici del viaggio in America. Parlare con lui, come prima con Alex.
Una sorta di guru. Spirituale il giusto. Sto lì da lui per ascoltare. E il Prof è come se mi stesse aspettando da tempo, perché la risposta è immediata.
Per raccontare il Professore, ci vorrebbe un libro. E sarebbe anche avvincente. L'ho conosciuto che girava l'Italia in Vespa, adolescente. L'ho rivisto animatore e studente fuori corso. Lo ritrovo professore di matematica in qualche università di Los Angeles. In tutto, mi pare siano passati 28 anni.
Una specie di Fiorello, ma con la faccia etrusca. Estroverso, simpatico, sfacciato. Tutto si aggiusta, tutto si può fare, basta osare. Uno che sembra prima agisca, poi pensi. Beh, l'esatto mio contrario.
Non so quando si è guadagnato per la prima volta il soprannome di professore. Di certo, è per tutti il Prof, praticamente da quando lo conosco. Dire altro sarebbe superfluo e, tutto sommato, di dettagli ne ho dati anche troppi.
La sua risposta è una delle soluzioni. Non la soluzione. Non ero venuto qui per questo, se non per ascoltare.
Come sto, alla fine del viaggio, lo racconta il frammento di una canzone che Alessandro infila nel lettore cd.
[...] Respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so
sono come, un uomo in cerca di se stesso
no, cosa sono adesso non lo so
sono solo, solo il suono del mio passo...
Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già:
il giorno come sempre sarà.
